Non vi capito mai di arrivare a letto, sdragliarvi, spegnere la luce e.... Non riuscire a dormire? Di sicuro avrete dei "metodi" per prendere sonno, come contare le pecore o, non lo so, immaginare un paesaggio. Ma io, per quanto può sembrare stupido, penso alla persona che mi piace, e.... Alle circostanze in cui potremmo metterci insieme.
Da poco avevo il contatto FB di Mike.... Era sempre online, però avevo paura di scrivergli. Non avevo paura che non mi rispondesse, ma non sapevo che scrivere. Poi, un giorno mi feci coraggio; sapevo cosa scrivere. Andai su facebook e non rimasi sorpresa a vedere il suo contatto online. "Ciao..." gli scrissi. Non feci in tempo a scrivere il classico "Come va?" delle chat che mi arrivò un messaggio "Ciaooooo". Rimasi sorpresa da tale felicità in quel ciao. Più che sorpresa ne ero felice..
"Ttt bn?" scrisse lui. Dio mio, si era sprecato. "si...." risposi. Cappero, dovevo smetterla di mettere tutti quei puntini!
"senti, ti devo dire un cs" scrissi
"ke cosa?"
"prometti che non lo dici a nessuno?" il cuore mi batteva a mille.
"promesso! Dai ke cosa?"
"Visto che l' anno scorso non hai detto a nessuno chi mi piaceva, ti voglio dire anke chi mi piace ora"
"ok non lo dico a nessuno"
"beh... È...."
"è....."
"TU SCEMO!!!"
Passarono 5 minuti di' inferno. E non mi rispondeva. Restavo li, con la faccia incollata al PC. Niente, non succedeva niente. Non mi mandava neanche un messaggio. Non lo so, una faccia imbarazzata... Niente. Chiusi il PC violentemente, senza pensare che si poteva rompere... In quel momento non mi importava niente. Perche lo avevo fatto?! Perche glielo avevo detto?! Scema, pensai di me stessa.
Suonò il campanello di casa " se e la nonna che mi porta un cerchietto, la mando a quel paese.."
Aprii la porta e quello che vidi mi sembro un sogno... Mike, dietro al cancello, mi sorrideva con un mazzo di fiori in mano. Uscii di casa e mi diressi verso il cancello rossa di imbarazzo.
"ripetimi quello che mi hai detto in chat"
"mi piaci, scemo, sei contento ora?"
"no gioia..."
"no gioia un cappero, dovresti essere felice ora che un' altra se aggiunta alla lista!"
"gioia lasciami parlare!"
"parlare che? E domani lo saprà tutta la classe e po....."
Non finii la frase... Mi rubò un bacio... E io non potei fare a meno di stare al gioco
*.*
lunedì 22 ottobre 2012
domenica 21 ottobre 2012
Autostrade
Mi trovavo in strada, in un' autostrada.
E guardavo le macchine che passavano. Mi chiedevo dove stessero andando. Non ve lo siete mai chiesti? Beh, io sì. Passò vicino alla macchina di mamma una Volvo grigia... Mi piaceva quella macchina. Al posto dell' autista c' era un uomo anziano. Credo si facesse la tinta. Sì, perchè il viso portava all' incirca 60 anni, mentre i capelli erano ancora neri, neri come la pece, senza un capello bianco. Di fianco c' era una donna, dimostrava più o meno gli stessi anni dell' uomo, ma lei non si faceva la tinta. Aveva i capelli grigi, un po' bianchi verso l' interno. Avevo lo sguardo perso nel vuoto, non capivo dove stesse guardando. Mamma sorpassa la Volvo.
Mi giro, sono stranamente curiosa. L' uomo si gira verso la donna. Si guardano. Sono innamorati. Mi ci vedo anch' io, con L... ehm, sarebbe un segreto. Mi commuovo. Provo quasi anch' io quell' amore che si stanno scambiando attraverso degli sguardi.
"Perchè piangi?" chiede mamma preoccupata.
"Amore, mamma... Amore"
E guardavo le macchine che passavano. Mi chiedevo dove stessero andando. Non ve lo siete mai chiesti? Beh, io sì. Passò vicino alla macchina di mamma una Volvo grigia... Mi piaceva quella macchina. Al posto dell' autista c' era un uomo anziano. Credo si facesse la tinta. Sì, perchè il viso portava all' incirca 60 anni, mentre i capelli erano ancora neri, neri come la pece, senza un capello bianco. Di fianco c' era una donna, dimostrava più o meno gli stessi anni dell' uomo, ma lei non si faceva la tinta. Aveva i capelli grigi, un po' bianchi verso l' interno. Avevo lo sguardo perso nel vuoto, non capivo dove stesse guardando. Mamma sorpassa la Volvo.
Mi giro, sono stranamente curiosa. L' uomo si gira verso la donna. Si guardano. Sono innamorati. Mi ci vedo anch' io, con L... ehm, sarebbe un segreto. Mi commuovo. Provo quasi anch' io quell' amore che si stanno scambiando attraverso degli sguardi.
"Perchè piangi?" chiede mamma preoccupata.
"Amore, mamma... Amore"
Scommetto che abbiamo un casino di cose in comune.
Hmmmm non credo
Dai proviamo
Ok
Calcio o pallavolo
Pallavolo
....calcio..... Tv o amici
Amici
Tv...... Palestra o scienze?
Scienze
....palestra....
Visto non abbiamo niente in comune!
Una cosa.... Mi ami?
Si
Abbiamo una cosa in comune.....
*.*
Hmmmm non credo
Dai proviamo
Ok
Calcio o pallavolo
Pallavolo
....calcio..... Tv o amici
Amici
Tv...... Palestra o scienze?
Scienze
....palestra....
Visto non abbiamo niente in comune!
Una cosa.... Mi ami?
Si
Abbiamo una cosa in comune.....
*.*
Per la prima volta Axel aveva paura.
Appena superata la casa della zia Aurelia, si era ritrovato in un vicolo cieco, mai conosciuto da lui, ma esplorato e forse mai esistito fino ad allora.
Come poteva essere possibile? Si guardò intorno, con lo sguardo che gridava paura e, ripetendosi che andava tutto bene, proseguì.
Mentre procedeva verso chissà quale direzione, si accorse che era circondato dal buio pesto, interrotto ogni paio di metri dalla luce fioca di un vecchio lampione. Eppure l' orologio della zia Aurelia, quando Axel aveva varcato la soglia, segnava appena le 4 del pomeriggio. Guardò il suo orologio da polso: le 11 di sera. Si sentì morire. Che cosa era accaduto? Si fermò, riflettè sul perchè aveva voluto continuare. Decise di tornare indietro. Camminò circa un' ora, ritrovandosi sempre nello stesso punto.
AXEL! Si sentì gridare il suo nome, forte e supplichevole. Si voltò, e c'era li sua madre. MAMMA!
Si svegliò in un mare di sudore, tremante di paura.
Beh, questo e un piccolo racconto, scritto sul momento! Vi piace? Beh in questo blog ce ne saranno tantissimi altri!!!!! Baci!
Appena superata la casa della zia Aurelia, si era ritrovato in un vicolo cieco, mai conosciuto da lui, ma esplorato e forse mai esistito fino ad allora.
Come poteva essere possibile? Si guardò intorno, con lo sguardo che gridava paura e, ripetendosi che andava tutto bene, proseguì.
Mentre procedeva verso chissà quale direzione, si accorse che era circondato dal buio pesto, interrotto ogni paio di metri dalla luce fioca di un vecchio lampione. Eppure l' orologio della zia Aurelia, quando Axel aveva varcato la soglia, segnava appena le 4 del pomeriggio. Guardò il suo orologio da polso: le 11 di sera. Si sentì morire. Che cosa era accaduto? Si fermò, riflettè sul perchè aveva voluto continuare. Decise di tornare indietro. Camminò circa un' ora, ritrovandosi sempre nello stesso punto.
AXEL! Si sentì gridare il suo nome, forte e supplichevole. Si voltò, e c'era li sua madre. MAMMA!
Si svegliò in un mare di sudore, tremante di paura.
Beh, questo e un piccolo racconto, scritto sul momento! Vi piace? Beh in questo blog ce ne saranno tantissimi altri!!!!! Baci!
Iscriviti a:
Post (Atom)